Questione di strategia…

Coltivare il benessere passo dopo passo! Ma cos’è il benessere? Non soltanto arginare le preoccupazioni, limitare le frustrazioni e i conflitti. Benessere è anche conoscere la strada che porta verso le nostre aspirazioni e i nostri desideri, possedere strategie che permettano di percorrerla e giungere finalmente ai nostri obiettivi: personali, lavorativi e relazionali. Benessere non è soltanto STARE MEGLIO, ma bensì STARE BENE.

Perchè dovremmo preoccuparci di sviluppare una strategia vincente? Per agevolare il nostro benessere, lavorativo e relazionale, e raggiungere in tal modo i nostri obiettivi e ciò che è importante per noi (bisogni e desideri).  Imparare a restare nel qui ed ora, ascoltarsi e comunicare con gli altri in modo efficace, apprendere qualche strategia nella gestione del tempo e delle semplici tecniche di rilassamento e visualizzazione creativa può aiutarci a dare una svolta importante alla nostra vita, in termini di autostima, senso di auto-efficacia e benessere emotivo.

Come posso aiutarti?

Da diversi anni mi occupo di crescita personale, con singoli individui e con i gruppi di lavoro. Recentemente mi hanno chiesto di sviluppare un percorso articolato in diverse tappe, attraverso le quali fornire strategie in pillole per migliorare il proprio benessere nella vita privata e nel contesto lavorativo. Il ciclo di incontri che propongo, a partire da Ottobre, presso la Esprit3 di Mirandola (MO), è pensato a chi vuole sperimentare tecniche pratiche per la propria crescita personale ma anche a chi per la prima volta si addentra in questo campo, vasto ed entusiasmante.

In cosa consiste?

Con cadenza settimanale, per oltre un mese, ci metteremo in gioco, iniziando con una introduzione teorica per poi lasciare spazio ad una ampia sperimentazione dinamica ( è previsto il 75% di pratica) con applicazione delle tecniche apprese. Questo per garantire a chi parteciperà un buon bagaglio esperienziale, da portarsi a casa, spendibile immediatamente.

In conclusione, lungi dall’essere un percorso esaustivo, quello proposto costituisce però un set di strumenti indispensabili per affrontare un contesto di crescita e miglioramento personale, nonchè le eventuali difficoltà connesse ai normali momenti di empasse che contraddistinguono alcune fasi della nostra vita.

Per consentire la messa in gioco di tutti i partecipanti sarà necessario avere un gruppo contenuto, per cui le iscrizioni verranno chiuse non appena raggiunto il numero massimo.

Troverai sul sito alla sezione Download il modulo di iscrizione che potrai inviare a  info@stefaniacosticounselor.it.

strategia vincente

Il corso partirà con un numero minimo di 5 partecipanti.

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LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #5

A PASSEGGIO CON WATZLAWICK e la crescita personale

Nell’ultima settimana mi sono imbattuta in un paio di letture interessanti di Paul Watzlawick, di cui una più tecnica e una decisamente più alla mano e contrariamente alle previsioni, davvero spassosa.

Watzlawick

Soprattutto della seconda intendo consigliarvi la lettura, perchè affronta in un moto satirico e abbastanza dissacrante tutta una serie di questioni legate alla crescita personale, ma affrontandole con una prospettiva anomala e assolutamente divertente.

Istruzioni per rendersi infelici fa il verso alla miriade di testi sul self help che professano la felicità a portata di mano e il benessere psicologico e relazionale in pochi semplici passi. Watzlawick, in tono scherzoso e sarcastico, ci trasmette al contrario, tutto ciò che è OPPORTUNO fare per garantirsi l’infelicità. E’ un modo curioso di vedere la questione, ribaltata sul piano linguistico (non a caso Watzlawick fu uno dei fondatori della Scuola costruttivista di Palo Alto, nonchè autore di un altro testo “LA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA” che ha fatto la storia del Counseling e che vi consiglio) e ritengo anche molto provocatoria.

Di certo una lettura veloce (poco più di un centinaio di pagine) ma ricca, ideale anche per un periodo di vacanza.

Il secondo testo di cui vi ho parlato all’inizio, che però consiglio a chi è disposto ad affrontare una lettura un po’ più tecnica e sicuramente meno divertente, anche se comunque molto stimolante, è IL LINGUAGGIO DEL CAMBIAMENTO. Come le parole possono essere utilizzate al di là della comunicazione, come veri e propri strumenti di persuasione e di promozione del cambiamento? Un tema per chi come me si occupa di lavorare con e per le persone, interessante anche per gli educatori e gli operatori sociali, che di strumenti concreti e spendibili hanno sempre tanto bisogno.

Se volete consigliarmi testi che vi sono piaciuti o avete trovato stimolanti, potete scrivermi qui info@stefaniacosticounselor.it.

Buona giornata!

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #4

Ho sempre ritenuto una buona dialettica tra le caratteristiche più interessanti di un interlocutore. La capacità di utilizzare le parole è una forma d’arte. Ci sono oratori in grado di inchiodarti sopra uno sgabello scomodo per ore, soltanto per la loro abilità nel descrivere i concetti, argomentare, offrire un vocabolario assortito e sempre alla portata della platea che hanno davanti. Eppure sono anche consapevole, non potrebbe essere diversamente, con il lavoro che faccio, di come le parole possano a volte divenire armi, in grado di smaccare e ferire anche i più sicuri di sè.

L’analogia visiva con le arti marziali che si evince dalla copertina mi è piaciuta da subito: ha evocato in me concetti quali il rispetto, la fermezza, la non volontà di nuocere ma di presidiare i confini. Perciò non mi sono nemmeno data la pena di leggere la quarta di copertina di questo libro della BERCKHAN.

La lettura è corredata di esercizi pratici, schemi e focus sui diversi argomenti affrontati. Lo stile è quello del manuale: se ti capita questo puoi fare così. Personalmente mi trovo sempre a disagio con l’approccio soluzionista, ma continuando nella lettura ho scoperto un assortimento di diversi strumenti, in grado di essere scelti ed utilizzati a propria discrezione e simpatici da sperimentare.

Provare per credere!

Potete acquistarlo su Amazon a questo link dove trovate anche un breve estratto per rendervi conto di che si tratta.

 

Fare FRAMING: quando il contesto è importante

Sto leggendo un simpatico testo di R. Sutton, il Metodo Antistronzi. Più avanti, una volta terminata la lettura, posterò come di consueto le mie considerazioni in merito, ma per ora mi ha molto colpito un concetto: quello del fare FRAMING. Nelle scienze sociali questo termine ha a che fare con i filtri che riguardano le nostre percezioni. Gli occhiali che ci mettiamo, o qualcuno ci fa indossare, che inevitabilmente filtrano gli stimoli che arrivano fino al nostro ‘pannello comandi’. Il concetto del FRAME tuttavia (che tradotto significa CORNICE, STRUTTURA, OSSATURA) può far capo al concetto di articolazione figura-sfondo della Psicologia della Gestalt.

Gli stimoli che vengono elaborati, vengono scremati da un calderone pieno di stimoli che in ogni momento possono colpire i nostri sensi e che se non ‘filtrati’ in qualche modo, rischierebbero di saturare, mandare in overflow, la nostra ‘centralina’.  Ovviamente il mio sistema di filtraggio è differente dal tuo: dipende dalle mie esperienze, dal mio vissuto, dalla mia sensibilità, e da una miriade di altri fattori. Qualcosa che a me colpisce ad altri può non arrivare nemmeno e viceversa.

Nel testo di cui vi parlo il fare FRAMING viene inteso invece come

tenere conto della cornice, del contesto, dell’ossatura

In questo caso la nostra, ovviamente. Davanti ad eventi stressanti, o condizioni transitorie di malessere (l’esempio del libro è quello di un lavoro insoddisfacente che si fa di malavoglia in attesa di trovarne uno migliore) può essere utile ricordarsi di tenere in considerazione il frame.  Il lavoro che fate non sarà quello per sempre, così come il partner che non vi fa più felice o la presenza nella vostra vita di persone negative (certo, se nel frattempo state agendo per cambiare le condizioni che vi creano malessere).

Ricordare quello che sei, i tuoi valori, le cose in cui credi e perchè no, dare anche una occhiatina al tuo passato, agli obiettivi raggiunti, alle battaglie dalle quali sei uscito vincente, E’ FARE FRAMING.

Davanti una situazione che genera malessere a volte mi capita di “vedere tutto nero” e trascinare in questa visione negativa tutto il buono che magari è invece nascosto tra le pieghe di quella situazione, o per lo meno il buono che c’è stato. Fare Framing mi ricorda che quella situazione è soltanto temporanea, che non inficia nulla del buono che comunque c’è stato e ci sarà e non compromette nulla di quello in cui credo, che voglio, che mi rappresenta.

La condizione essenziale affinchè fare framing ‘funzioni’ è come dicevo, quella che io stia in quel frangente già facendo qualcosa di operativo per allontanarmi dalla situazione di malessere. Fare framing  mentre giorno dopo giorno mi reco a svolgere un lavoro che non mi piace e non sto facendo nulla per cambiare (consegnare curriculum, fare corsi di aggiornamento, parlare con persone che potrebbero aiutarmi a trovare una nuova occupazione) non è assolutamente produttivo, e onestamente diventa anche piuttosto difficile.

E tu? Ti è capitato di fare framing di fronte ad una situazione di malessere? Come hai poi risolto quella situazione?

Buona [calda] serata estiva !!

 

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #3

Lo slang giovanile, che apprendo mio malgrado grazie all’opportunità data dall’avere una figlia quattordicenne in casa,  attribuisce il sostantivo “POLLEGGIATO” agli atteggiamenti in cui è palese e lampante l’intenzione di dare priorità al relax. Si dice anche, sempre slang giovanile, prenderla in dolce, vale a dire KEEP CALM nella derivazione anglosassone del concetto. Per gli appassionati dei cartoni animati Disney possiamo correlare il termine alla  locuzione swahili

HAKUNA MATATA

che può essere tradotta più fedelmente come “senza pensieri”.

Questa divagazione mi è stata suggerita dall’ape in copertina del libro della Danon, altra autrice che vi consiglio. La postura rilassata, la palpebra leggermente abbassata, il braccio abbandonato in posizione di riposo sopra il ginocchio… sono tutti elementi che mi danno l’idea di uno stato di profondo rilassamento e benessere.

Tuttavia, oltre alla simpatica mascotte, anche il sottotitolo ha contribuito grandemente a convincermi ad acquistare il libro:

Ottenere di più, LAVORANDO di MENO!

Ho scelto la libera professione per essere certa di poter gestire con maggiore autonomia il mio tempo, tuttavia mi è capitato di incappare in periodi di superlavoro intensi che mi hanno messa in condizione di dover scegliere tra le mie esigenze economiche e le mie esigenze di riposo e svago. Non è sempre facile tenere a mente le priorità e di conseguenza saper dire “NO”.

Ho trovato nel testo della Danon utili esercizi per esercitare la consapevolezza dei propri bisogni e spunti per tenere allenato il mio muscolo del “NO”.

Auspico quindi che la lettura vi sia lieta e che possiate godere, qui ed ora, di un piacevole momento di riposo rigenerante.

Alla prossima!