Con cosa stai barattando la tua libertà?

Lo riconosco, questa sulla libertà sembra una domanda piuttosto aggressiva per un tranquillo tardo pomeriggio di inizio Gennaio.

Libertà dalle catene

Adoro le domande provocatorie. Quelle che mi fanno sobbalzare, che mi indignano, che mi pungolano costringendomi a riflettere. Oggi, concedetemelo, questa è la MIA domanda.

Con cosa sto barattando la mia libertà, se lo sto facendo?

Ogni giorno mi confronto con la necessità di mettere in sinergia, far combaciare e possibilmente convivere, bisogni ed esigenze di ogni tipo. Il bisogno di dedicare tempo a mia figlia, il mio bisogno di realizzazione professionale, la necessità di trovare il tempo di andare in posta a pagare le bollette, l’esigenza di dedicare una telefonata a mia nonna, riparare un tubo che si rompe, cambiare l’olio alla macchina. Siamo circondati di sollecitazioni, doveri sociali, responsabilità, e spesso lo siamo a tal punto da dimenticarci… il perchè stiamo facendo tutto ciò che stiamo facendo.

Diventa un automatismo, una abitudine della quale nemmeno abbiamo consapevolezza.

Eppure tra tutte queste priorità e bisogni, ci troviamo a dover RICORDARE, con un atto volontario, proprio i bisogni che riguardano direttamente noi. Primo tra tutti? Il bisogno di riposo.

DEVO andare a lavorare, DEVO mettere i panni in lavatrice, DEVO andare a fare la spesa, DEVO andare in visita a quel parente. Pare che siano tutte incombenze tanto importanti da far slittare in secondo piano persino le nostre necessità più basilari.

La libertà di mangiare con calma, seduti ad un tavolo. Dormire il numero sufficiente di ore. Fare un po’ di meditazione o leggere un libro, appaiono bisogni trascurabili. Eppure, se ignorati, possono dare avvio ad una serie di piccoli e grandi inconvenienti.

Ma davvero abbiamo tanto, troppo da fare. E ci sono tante richieste da soddisfare. Ne ho parlato anche qui.

Altrimenti?

Bhè sì, indubbiamente vi sono priorità da rispettare. Ma siamo poi davvero sicuri che tutto ciò che stiamo facendo non possa essere rimandato, o posticipato, dando respiro e spazio a ciò che ci servirebbe per stare bene?

Quindi:

Con cosa stai barattando la tua libertà, se lo stai facendo?

Sei consapevole di quante priorità anteponi ai tuoi bisogni?

Metti le tue considerazioni nei commenti, se ti va 😉

Buona vita!

Stare bene nel qui ed ora

Stare bene nel qui ed ora è possibile?

Aspettative e rancori sono ciò che più spesso ci impediscono di stare bene nel qui ed ora, proiettandoci invece nel passato o caricando di energia un futuro che deve ancora venire.

 

stare bene

E’ un esercizio che mi fa stare bene, quello di fermarmi e ricordare tutto ciò che va bene, tutto ciò che funziona, tutto ciò che nel qui e ora rappresenta per me una conquista, un successo, qualcosa per cui posso dirmi “brava!”  Mi aiuta a distogliermi dalla trappola dei pensieri ricorrenti, dal pessimismo, dalle aspettative.

Siamo programmati, per cultura credo, a evidenziare sempre e solo tutto ciò che non va. I problemi, le difficoltà, i momenti di crisi,  sono raramente contestuali e diventano invece spesso permeanti. Questo corre il rischio di gettarci in una specie di abitudine al pessimismo che da diversi autori è stata associata a patologie anche gravi.

Certo non è così semplice scardinare questo meccanismo, e forse non è nemmeno costruttivo farlo (altrimenti, se non avessimo la capacità di identificare ciò che non va, come faremmo a migliorarci?), ma come per tante altre questioni, è indispensabile l’allenamento.

Si tratta di addestrarsi, compiendo dapprima un atto consapevole, ma che con il tempo diventerà un automatismo.

Concentrarsi sul qui ed ora, ricordandosi quanto c’è, piuttosto che le mancanze, può aiutare a superare momenti di grande sconforto. Bene inteso, non è una bacchetta magica con la quale i problemi vengono improvvisamente risolti. Bensì uno strumento molto efficace per liberare il problema stesso dai nostri fronzoli psicologici.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei fermato/a a ricordare le cose che funzionano, i tuoi successi, ciò che hai nel qui ed ora?

Per chi volesse approfondire l’argomento vi consiglio Imparare l’Ottimismo, un libro che potete trovare qui. Un’altra lettura interessante sull’argomento la trovate a questa pagina.

Buona giornata!

 

L’arte del “lasciare andare”

L’importanza del lasciare andare. A cavallo del passaggio al nuovo anno sento spesso parlare di intenti e propositi, con minore frequenza invece di ciò che si intende lasciar andare, buttare alle nostre spalle.

Siamo sovente consapevoli delle cose o persone che ci danneggiano, che non ci fanno bene o che più semplicemente non ci fanno crescere. Siamo capaci di lasciare andare o ce le portiamo dietro come vecchie abitudini, con quel loro essere così incredibilmente rassicuranti, nonostante abbiamo coscienza dello “spazio” mentale che occupano.

Lasciare andare

 

Ci hanno insegnato il compromesso, ci hanno insegnato ad essere accomodanti, a non arrabbiarci: questi atteggiamenti di stampo “sociale” ci aiutano a non diventare animali solitari e isolati, ma comportano un costo salato.

L’uomo è un animale sociale, ha bisogno di interagire con gli altri, di avere dei legami, di intessere relazioni. Eppure a volte questi legami diventano catene, il bisogno di interagire diventa una necessità tanto impellente da porre in secondo piano ciò che è importante per noi: i nostri valori, i nostri spazi, le nostre attitudini.

Mi immagino la fine del nuovo anno come un chiudere la porta, nell’accezione gestaltica del termine, un addio ad un ciclo appena concluso, e mi esercito a vedere questo momento come l’atto creativo del fare spazio al nuovo.

Condivido con voi la mia scaletta personale, la lista delle domande che mi faccio per determinare quanto, di ciò che ho vissuto, voglio e posso lasciare indietro. Nella speranza che possa essere uno strumento utile per la vostra crescita, e con l’augurio di un 2018 all’insegna della capacità di LASCIARE ANDARE.

Per scaricare il materiale clicca qui o vai alla sezione Download.

Buona vita!!