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Perchè fare un “PERCORSO DI CRESCITA”

percorso di crescita prenditi cura di te

Cosa spinge una persona a intraprendere un percorso di crescita personale? E’ una domanda che mi fanno in molti, quando racconto del mio lavoro. Una domanda per la quale non esiste un’unica risposta. Anzi, potrei dire che LA RISPOSTA, è la TUA risposta.

Cosa intendiamo, quando parliamo di CRESCITA PERSONALE? E soprattutto perchè in questi casi si parla di PERCORSO? Esistono diverse tecniche, scuole di pensiero, strategie, modalità, per apportare alla propria vita una qualche forma di miglioramento, un incremento di ciò che definiamo “benessere”.

Ognuno di noi può apportare benefici alla propria esistenza quotidiana, nei modi più disparati: ascoltando una musica che rilassa, leggendo un libro che entusiasma, ascoltando una conferenza che fornisce spunti utili e applicazioni pratiche. Tutto ciò che ho elencato rappresenta uno strumento di crescita, di ricerca e mantenimento del benessere.

Un percorso di crescita personale è un insieme, integrato e sinergico, di tecniche e spunti che non solo procurano benessere nell’immediato, ma che consentono alla persona di raggiungere e mantenere un nuovo livello di consapevolezza e la competenza nell’uso di determinati strumenti, che possano aiutare in diversi ambiti: personale, professionale, relazionale.

 

Nel percorso di crescita al centro c’è il cliente. Ed essere al centro può essere anche una posizione scomoda. Perchè? Ma sostanzialmente perchè al cliente viene chiesto di assumersi la RESPONSABILITA’  del proprio percorso. Compiere un qualche lavoro su di sè, lo dice la parola stessa “lavoro”, è una faccenda impegnativa e allo stesso tempo bellissima. Comporta comunque un certo sforzo, per uscire dalla propria zona di comfort, mettersi in discussione.

E’ comunque uno sforzo ben ricompensato.

Per chi volesse capire meglio, avesse ancora domande dopo questo articolo, oppure volesse iniziare un percorso con me può contattarmi.

Vi ricordo che è possibile utilizzare anche la modalità via Skype, per chi risiede distante dal mio studio o preferisse incontri non in presenza.

Clicca sul pulsante qui sotto per contattarmi tramite Skype:

 

 

Empowerment per mamme

gruppo mamme rilassamento mirandola

Diventare mamma è un momento di grande trasformazione per una donna. Sono coinvolti in tale processo il suo corpo, il suo ruolo (di figlia, di madre, di moglie), la sua vita personale e lavorativa. Accompagnare le mamme alla ricerca di una nuova consapevolezza di sè è l’intento di questo gruppo, che, settimanalmente, attraverso tecniche artistiche, di rilassamento e di respirazione, fornisce uno spazio dedicato alle donne appena diventate mamme o che lo saranno presto.

La respirazione e la visualizzazione creativa aiutano le persone a restare nel qui ed ora delle proprie sensazioni, in modo da riconoscerle, accettarle oppure lavorarci sopra, se ne sentono la necessità. La maternità è una fase della vita in cui il focus dei bisogni si sposta, e riportare equilibrio può essere impegnativo. Usare l’espressione artistica rende il ripristino di questo equilibrio un processo dolce e rispettoso della dimensione intima di ciascuna di noi.

Inoltre non va dimenticata la valenza della rete sociale, in un momento così importante e delicato nella vita di una donna. Creare rete con altri che stanno vivendo lo stesso momento di trasformazione ci fa sentire comprese, accolte e quindi più forti.

Il gruppo nasce da una iniziativa di Belli & Monelli, piccolo gruppo educativo presente a Mirandola.

VISUALIZZAZIONE CREATIVA: il benessere che viene da dentro

Visualizzazione creativa significa evocare immagini, suoni, profumi, sensazioni che abbiamo vissuto e sperimentato e che associamo ad uno stato di benessere, calma e rilassatezza:  è una delle strategie più efficaci per combattere i momenti di tensione.

visualizzazione creativa

Visualizzazione creativa: da dove vengono le immagini? Ho passato tantissimi anni, a partire dalla mia adolescenza, visitando in lungo e in largo la Liguria. Ne ho percorso le coste d’estate, con le spiagge sassose affollate di turisti, e d’inverno, quando il mare si presenta ingrigito di riflesso al cielo, con le sue onde schiumose e il vento che sferza violentemente con le sue raffiche di tempesta. La amo profondamente, il suo connubio tra coste e montagne, i suoi paesini incastonati in questi piccoli golfi, che si possono abbracciare con lo sguardo.

Ogni volta che visito la Liguria compio un percorso ben preciso, che tocca sempre, inevitabilmente, determinate tappe, in una sorta di rituale di benessere. Lo scorcio che vedete qui sopra (una villa fatiscente immersa in un parco), è uno dei miei panorami preferiti, Mecca imprescindibile dei miei vagabondaggi liguri.

E’ molto interessante scoprire che ognuno di noi ha un legame particolare, quasi viscerale, con certi luoghi. Ci accorgiamo di questo legame quando li ricordiamo con partecipazione, magari con un sospiro, sentendo che un pezzettino di noi è rimasto lì, tra quelle mura, su quelle spiagge o tra quelle vette.

Questo legame è una grande risorsa, per il carico di sensazioni ed emozioni che porta con sè  cui è possibile attingere nei momenti più difficili o in quei periodi in cui ci sentiamo sotto l’influenza negativa del distress. Pare ovvia l’obbiezione che se tutti noi avessimo la possibilità di fare una visitina ai nostri luoghi d’elezione quando ne sentiamo l’esigenza , allora non avrebbe più nemmeno senso parlare di malessere.

La visualizzazione creativa è uno strumento molto potente, che ci aiuta a compensare questa difficoltà logistica. Attraverso tecniche di rilassamento e la conduzione di una voce guida, è possibile rievocare le emozioni e le SENSAZIONI FISICHE, connesse a quello stato ‘di grazia’ che ci pervade in QUEL particolare luogo, senza che il nostro corpo debba per forza trovarsi proprio lì in quel momento.

La sensazione di benessere che ne consegue ha strabilianti effetti su diversi aspetti del nostro quotidiano. Le tensioni si sciolgono, viene favorita la concentrazione e il focus sulle percezioni consente una migliore comunicazione con il nostro corpo.

La visualizzazione creativa è una pratica che può essere addestrata. Questo significa che, come ogni altro, anche questo è uno strumento che può essere appreso ed utilizzato al bisogno. Accompagnando le sessioni con una musica piacevole e non dimenticando l’attenzione al respiro.

Se sei curiosa/o di imparare questa tecnica iscriviti alla Newsletter e rimani aggiornato sugli eventi di Visualizzazione Creativa in programma per i prossimi mesi.

E… buon “viaggio”! 😉

Il valore del TEMPO

Quante volte in un giorno sentiamo che il tempo è troppo poco?

tempo

In questo periodo mi è capitato spesso di riflettere sul concetto di tempo come valore e risorsa. Il tempo che non ho, il tempo sprecato, il tempo perso, il tempo che non è mai abbastanza. Mi immagino il tempo come uno zaino, nemmeno troppo grande, che dovrò portarmi in spalla a lungo durante il viaggio. Come ogni zaino posso riempirlo con tutto ciò che desidero, con le cose funzionali che potrebbero servire a colmare i miei bisogni, magari con un libro che mi faccia compagnia durante il tragitto. Eppure, come accade spesso quando si preparano le valigie, come ogni zaino che si rispetti, anche questo ha una certa CAPIENZA, un certo LIMITE, un certo CONFINE.

Se deciderò di riempirlo con certi oggetti e con altri no rinuncerò a qualcosa, che in effetti potrebbe servire, in viaggio. Eppure lo spazio è quello che è, NON E’ MAI ABBASTANZA…

E se non fosse questione dello spazio troppo piccolo ma fosse la mia incapacità di scegliere? La scelta di cosa portare è attiva, è connessa ad una responsabilità: se deciderò di lasciare a casa la bottiglietta dell’acqua e mi verrà sete sarà solo colpa mia, che ho dato priorità ad altri oggetti e non a quello.  Se opterò per non aggiungere un libro rinuncerò ad imparare qualcosa durante il tragitto.

Il limite del mio zaino, la sua capacità, così come i confini del tempo, che nel mondo sociale si limitano alle 24 ore giornaliere, sono qualcosa sul quale non ho potere. Spingere nello zaino molti oggetti per farli entrare anche se ormai le cerniere stanno scoppiando non porterà ad altro che strappare il tessuto e rendere inutilizzabile lo zaino. Così come raccontarmi di non riuscire a trovare tempo per il riposo porta ad esaurire le mie risorse fisiche e cognitive, a tal punto da mandarmi ko per un po’. Persino, più spesso di quanto voglia ammettere, ad ammalarmi.

Scegliere attentamente con cosa riempire lo zaino è un rischio, è impegnativo, è DIFFICILE. In ballo ci sono tante esigenze, e qualcuna non soltanto mia, da tenere in considerazione. Il mio zaino “TEMPO” può contenere i miei VOGLIO, ma sarà il caso che io trovi qualche spazio anche per i DEVO, e per quei bisogni essenziali dai quali non posso prescindere (ad esempio il riposo).

Alla luce di queste considerazioni posso quindi chiedermi….

  1. com’è fatto il mio zaino: di che colore è? come sono le fibbie, di metallo di plastica, di cuoio, lunghe, corte… rotte? Se immagino di toccarlo che sensazione provo? E se provo ad indossarlo come mi sento?
  2. com’è il mio zaino in questo momento? Pieno da scoppiare  o abbastanza libero?
  3. c’è qualcosa dentro il mio zaino che mi pesa particolarmente e desidero abbandonare qui?
  4. c’è qualcosa che invece ho dimenticato per strada e mi sono accorta che vorrei avere con me?

Se vuoi  condividere le tue riflessioni con me puoi lasciare un commento o scrivere a info@stefaniacosticounselor.it.

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Buona vita!