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Fare la differenza con la nostra UNICITA’

Sappiamo esprimere la nostra personalità ed unicità sul lavoro così come nella vita, trattando noi stessi come una splendida risorsa.

unico

Sto rileggendo “The blue ocean strategy”.  Per chi non lo conosce si tratta di un testo geniale sulle strategie di management di una azienda. Una sorta di vademecum per imprenditori che non vogliono solo stare a galla, con la loro attività, ma vogliono ricavarne benessere personale e professionale. In estrema sintesi gli autori sostengono che se vuoi far funzionare la tua attività senza scannarti con i tuoi competitor devi essere “unico”. Distinguerti dagli altri esprimendo la tua unicità, per nuotare libero come un delfino anzichè dannarti in un mare pieno di squali.

Riflettevo su come ciascuno di noi, nella propria vita di tutti i giorni, anche fuori dal contesto professionale, possa dare il meglio di sè, esprimendo la propria unicità.

Avendo una adolescente in casa (mia figlia ha 15 anni) sto osservando quotidianamente la spinta omologante che porta i ragazzi a volersi confondere tra gli altri coetanei, anzichè spiccare.  E’ un tipico aspetto di questa età. Eppure lo osservo moltissimo anche negli adulti. Il bisogno di fare ciò che fanno gli altri, la necessità di avere le stesse cose… a volte mi sembra persino che esista una sorta di competizione a chi raggiunge per primo gli obiettivi stabiliti dai più.

Adoro quando le persone riescono a esprimersi, si sentono libere di esporre le proprie capacità, le proprie caratteristiche uniche. Valorizzare le proprie risorse aiuta a stare meglio, a trovare un lavoro migliore, a vivere pienamente i rapporti.

Ovviamente per fare ciò è necessario conoscere le proprie potenzialità, farci amicizia, riconoscerle e amarle.

Quanto volte ci fermiamo a fare un check up del nostro potenziale? Quante volte sappiamo riconoscere a noi stessi i passi compiuti e le capacità raggiunte?  Sapremmo, qui ed ora, scrivere su un foglio in che modo sono unico e come esprimo questa mia unicità?

Ho l’abitudine di tenere un quaderno. Ce l’ho da qualche anno. Non è un vero e proprio diario. Ho provato, eh? Ma mi affligge avere l’obbligo di rendicontare ogni giorno ciò che mi accade. Così tengo questo quaderno. Ha la copertina viola, che è il mio colore preferito, e morbida, di modo che se mi ci addormento sopra possa essere ugualmente confortevole.    🙂

Questo quaderno è il mio deposito dei traguardi, il mio confidente. Tiene traccia delle mie emozioni, delle riflessioni su di me, delle immagini che mi colpiscono e dei pensieri che contribuiscono ad arricchire di consapevolezza la mia vita. Ogni tanto lo rileggo, e assaporo il percorso-processo compiuto tra le sue pagine. Mi ricorda chi sono, cosa ho fatto, come ho saputo trasformarmi. Ma anche cosa voglio, su cosa ho bisogno di lavorare, quali risorse posso sviluppare.

Qualunque sia lo strumento, un diario o un quaderno, è importante ricordarsi come sappiamo essere unici. Cosa possiamo dare a questo mondo in una combinazione e con una intensità che nessun altro può.  E tu, come sai essere unico? Vuoi fare un check up del tuo potenziale? Scrivimi.

Buona giornata

 

Festival della Filosofia: un’occasione per condividere le idee

Il 15, 16 e 17 Settembre tra Modena, Carpi e Sassuolo si terrà il Festival della Filosofia, una iniziativa culturale brillante che da valore al nostro territorio che, diciamocelo, diversamente risulta un po’ “spento”. Ho vissuto a Modena dall’età di 6 anni, l’ho vista trasformarsi ed involversi, sempre più chiusa nelle sue paure, perdendo giorno dopo giorno quel fascinoso mescolarsi di storia ed accoglienza.

Ricordo che a vent’anni mi aggiravo per i musei, i musei anatomici, il museo di Zoologia, quello di Mineralogia, e frequentando l’università, nelle sue diverse sedi storiche (foro boario, la sede di via università..), incrociavo studenti provenienti da ogni dove che animavano il centro rendendolo vitale, ricco, movimentato. I musei anatomici sono in ristrutturazione da un sacco di tempo, il Museo di Zoologia sta in piedi per miracolo,  grazie a chi fa della divulgazione scientifica una passione, ancora prima che un lavoro. Le sedi dell’università sono state trasferite con la creazione dell’Università di Modena e Reggio, svuotando il centro di quel fermento culturale e giovanile energia di cui adesso, passeggiando per le vie di una Modena che avverto un po’ patinata, opaca, sgualcita, sento molta nostalgia.

Questo evento culturale riporta un po’ di vita e di nutrimento ad un territorio che a me è molto caro, una città che è stata capace di offrire molto e che, a tutt’oggi, curata come si deve, valorizzata opportunamente, potrebbe davvero essere una delle punte di diamanti dell’Emilia.

Qui potete trovare il programma completo delle iniziative di questi tre giorni di sapere.

Ci si vede là!

 

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #5

A PASSEGGIO CON WATZLAWICK e la crescita personale

Nell’ultima settimana mi sono imbattuta in un paio di letture interessanti di Paul Watzlawick, di cui una più tecnica e una decisamente più alla mano e contrariamente alle previsioni, davvero spassosa.

Watzlawick

Soprattutto della seconda intendo consigliarvi la lettura, perchè affronta in un moto satirico e abbastanza dissacrante tutta una serie di questioni legate alla crescita personale, ma affrontandole con una prospettiva anomala e assolutamente divertente.

Istruzioni per rendersi infelici fa il verso alla miriade di testi sul self help che professano la felicità a portata di mano e il benessere psicologico e relazionale in pochi semplici passi. Watzlawick, in tono scherzoso e sarcastico, ci trasmette al contrario, tutto ciò che è OPPORTUNO fare per garantirsi l’infelicità. E’ un modo curioso di vedere la questione, ribaltata sul piano linguistico (non a caso Watzlawick fu uno dei fondatori della Scuola costruttivista di Palo Alto, nonchè autore di un altro testo “LA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA” che ha fatto la storia del Counseling e che vi consiglio) e ritengo anche molto provocatoria.

Di certo una lettura veloce (poco più di un centinaio di pagine) ma ricca, ideale anche per un periodo di vacanza.

Il secondo testo di cui vi ho parlato all’inizio, che però consiglio a chi è disposto ad affrontare una lettura un po’ più tecnica e sicuramente meno divertente, anche se comunque molto stimolante, è IL LINGUAGGIO DEL CAMBIAMENTO. Come le parole possono essere utilizzate al di là della comunicazione, come veri e propri strumenti di persuasione e di promozione del cambiamento? Un tema per chi come me si occupa di lavorare con e per le persone, interessante anche per gli educatori e gli operatori sociali, che di strumenti concreti e spendibili hanno sempre tanto bisogno.

Se volete consigliarmi testi che vi sono piaciuti o avete trovato stimolanti, potete scrivermi qui info@stefaniacosticounselor.it.

Buona giornata!

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #4

Ho sempre ritenuto una buona dialettica tra le caratteristiche più interessanti di un interlocutore. La capacità di utilizzare le parole è una forma d’arte. Ci sono oratori in grado di inchiodarti sopra uno sgabello scomodo per ore, soltanto per la loro abilità nel descrivere i concetti, argomentare, offrire un vocabolario assortito e sempre alla portata della platea che hanno davanti. Eppure sono anche consapevole, non potrebbe essere diversamente, con il lavoro che faccio, di come le parole possano a volte divenire armi, in grado di smaccare e ferire anche i più sicuri di sè.

L’analogia visiva con le arti marziali che si evince dalla copertina mi è piaciuta da subito: ha evocato in me concetti quali il rispetto, la fermezza, la non volontà di nuocere ma di presidiare i confini. Perciò non mi sono nemmeno data la pena di leggere la quarta di copertina di questo libro della BERCKHAN.

La lettura è corredata di esercizi pratici, schemi e focus sui diversi argomenti affrontati. Lo stile è quello del manuale: se ti capita questo puoi fare così. Personalmente mi trovo sempre a disagio con l’approccio soluzionista, ma continuando nella lettura ho scoperto un assortimento di diversi strumenti, in grado di essere scelti ed utilizzati a propria discrezione e simpatici da sperimentare.

Provare per credere!

Potete acquistarlo su Amazon a questo link dove trovate anche un breve estratto per rendervi conto di che si tratta.

 

Fare FRAMING: quando il contesto è importante

Sto leggendo un simpatico testo di R. Sutton, il Metodo Antistronzi. Più avanti, una volta terminata la lettura, posterò come di consueto le mie considerazioni in merito, ma per ora mi ha molto colpito un concetto: quello del fare FRAMING. Nelle scienze sociali questo termine ha a che fare con i filtri che riguardano le nostre percezioni. Gli occhiali che ci mettiamo, o qualcuno ci fa indossare, che inevitabilmente filtrano gli stimoli che arrivano fino al nostro ‘pannello comandi’. Il concetto del FRAME tuttavia (che tradotto significa CORNICE, STRUTTURA, OSSATURA) può far capo al concetto di articolazione figura-sfondo della Psicologia della Gestalt.

Gli stimoli che vengono elaborati, vengono scremati da un calderone pieno di stimoli che in ogni momento possono colpire i nostri sensi e che se non ‘filtrati’ in qualche modo, rischierebbero di saturare, mandare in overflow, la nostra ‘centralina’.  Ovviamente il mio sistema di filtraggio è differente dal tuo: dipende dalle mie esperienze, dal mio vissuto, dalla mia sensibilità, e da una miriade di altri fattori. Qualcosa che a me colpisce ad altri può non arrivare nemmeno e viceversa.

Nel testo di cui vi parlo il fare FRAMING viene inteso invece come

tenere conto della cornice, del contesto, dell’ossatura

In questo caso la nostra, ovviamente. Davanti ad eventi stressanti, o condizioni transitorie di malessere (l’esempio del libro è quello di un lavoro insoddisfacente che si fa di malavoglia in attesa di trovarne uno migliore) può essere utile ricordarsi di tenere in considerazione il frame.  Il lavoro che fate non sarà quello per sempre, così come il partner che non vi fa più felice o la presenza nella vostra vita di persone negative (certo, se nel frattempo state agendo per cambiare le condizioni che vi creano malessere).

Ricordare quello che sei, i tuoi valori, le cose in cui credi e perchè no, dare anche una occhiatina al tuo passato, agli obiettivi raggiunti, alle battaglie dalle quali sei uscito vincente, E’ FARE FRAMING.

Davanti una situazione che genera malessere a volte mi capita di “vedere tutto nero” e trascinare in questa visione negativa tutto il buono che magari è invece nascosto tra le pieghe di quella situazione, o per lo meno il buono che c’è stato. Fare Framing mi ricorda che quella situazione è soltanto temporanea, che non inficia nulla del buono che comunque c’è stato e ci sarà e non compromette nulla di quello in cui credo, che voglio, che mi rappresenta.

La condizione essenziale affinchè fare framing ‘funzioni’ è come dicevo, quella che io stia in quel frangente già facendo qualcosa di operativo per allontanarmi dalla situazione di malessere. Fare framing  mentre giorno dopo giorno mi reco a svolgere un lavoro che non mi piace e non sto facendo nulla per cambiare (consegnare curriculum, fare corsi di aggiornamento, parlare con persone che potrebbero aiutarmi a trovare una nuova occupazione) non è assolutamente produttivo, e onestamente diventa anche piuttosto difficile.

E tu? Ti è capitato di fare framing di fronte ad una situazione di malessere? Come hai poi risolto quella situazione?

Buona [calda] serata estiva !!

 

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #3

Lo slang giovanile, che apprendo mio malgrado grazie all’opportunità data dall’avere una figlia quattordicenne in casa,  attribuisce il sostantivo “POLLEGGIATO” agli atteggiamenti in cui è palese e lampante l’intenzione di dare priorità al relax. Si dice anche, sempre slang giovanile, prenderla in dolce, vale a dire KEEP CALM nella derivazione anglosassone del concetto. Per gli appassionati dei cartoni animati Disney possiamo correlare il termine alla  locuzione swahili

HAKUNA MATATA

che può essere tradotta più fedelmente come “senza pensieri”.

Questa divagazione mi è stata suggerita dall’ape in copertina del libro della Danon, altra autrice che vi consiglio. La postura rilassata, la palpebra leggermente abbassata, il braccio abbandonato in posizione di riposo sopra il ginocchio… sono tutti elementi che mi danno l’idea di uno stato di profondo rilassamento e benessere.

Tuttavia, oltre alla simpatica mascotte, anche il sottotitolo ha contribuito grandemente a convincermi ad acquistare il libro:

Ottenere di più, LAVORANDO di MENO!

Ho scelto la libera professione per essere certa di poter gestire con maggiore autonomia il mio tempo, tuttavia mi è capitato di incappare in periodi di superlavoro intensi che mi hanno messa in condizione di dover scegliere tra le mie esigenze economiche e le mie esigenze di riposo e svago. Non è sempre facile tenere a mente le priorità e di conseguenza saper dire “NO”.

Ho trovato nel testo della Danon utili esercizi per esercitare la consapevolezza dei propri bisogni e spunti per tenere allenato il mio muscolo del “NO”.

Auspico quindi che la lettura vi sia lieta e che possiate godere, qui ed ora, di un piacevole momento di riposo rigenerante.

Alla prossima!

Gruppo Mirandola Donne al Lavoro

Si è concluso Giovedì 13 Luglio il gruppo promosso dall’Associazione Donne in Centro, sul ricollocamento femminile.  Ringrazio le partecipanti che mi hanno seguito in questo percorso fantastico di scoperta e riscoperta del proprio profilo professionale e lascio nei download un piccolo slideshow motivazionale condiviso insieme a loro durante il nostro ultimo incontro.

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #2

Ho conosciuto questo autore con uno dei suoi primi libri “Alla ricerca delle coccole perdute” che ho trovato al contempo di piacevole e rilassante lettura e molto profondo. Lo stile letterario di questo autore è scanzonato e semplice, diretto e assolutamente empatico.

Mi piace il suo modo di dialogare con il lettore come se fosse seduto oltre il tavolo, con davanti una tazza di THE’ fumante, in una PIOVOSA giornata di Novembre. Così me lo immagino ogni volta che leggo qualcosa di suo. E devo ammettere che finora non mi ha mai deluso.

Se vi aspettate un saggio di self-help serioso e ricco di nozioni altisonanti lasciate perdere. E’ come fare due chiacchiere con un amico molto saggio, capace di farsi sentire molto vicino, ma anche di darvi un sonoro CALCIONE virtuale nel sedere, se il caso lo richiede.

Il libretto, come viene annunciato, è molto breve e di veloce lettura (credo di aver impiegato meno di un’ora per finirlo) ma come consiglia l’autore va riletto a più riprese, per consolidare quei concetti che vengono per comodità SOTTOLINEATI VOLTA PER VOLTA IN GRASSETTO e per assimilarne l’essenza.

Anche questo potete trovarlo su Amazon a questo link 

così come il suo precedente “Alla ricerca delle coccole perdute” che potete invece trovare in vendita qui

Come sempre, se vi aggrada, sarò ben lieta di sapere cosa ne pensate, dopo la lettura, attraverso i vostri commenti a questa pagina.

A presto!!

 

Letture per la crescita personale #1

Chi mi conosce sa della mia passione per il personaggio letterario di Sherlock Holmes. Lo trovo una figura emblematica sul crocevia tra CRIMINOLOGIA, SCIENZE e PSICOLOGIA. Insomma, il riassunto maschile di quelle che sono le mie grandi passioni. Il metodo scientifico, la logica, la DEDUZIONE, l’osservazione, la capacità di MEDITARE (che non viene chiamata in tale modo ma è DI FATTO meditazione), sono temi a mio avviso affascinanti e che molto hanno a che spartire con la crescita personale. Non conoscevo questa autrice ma la quarta di copertina mi ha persuasa immediatamente. L’idea di analizzare i processi di pensiero dell’eroe del “Canone” attraverso la lente delle neuroscienze attuali e della psicologia cognitiva mi ha avvinta sin da subito.

Il testo non è particolarmente difficoltoso da affrontare, anche per chi non possiede competenze tecniche in ambito psicologico. E’ ricco di spunti, esempi e riflessioni  che possono essere proiettate sull’esperienza personale, invitano all’autoanalisi e costituiscono validi esercizi di consapevolezza.

L’edizione di Ponte alle Grazie è abbastanza economica, assestandosi intorno ai 15 euro e potete comodamente consultarlo anche in formato Kindle, reperibile su Amazon al seguente link:

https://www.amazon.it/s/ref=sr_nr_n_8?fst=as%3Aoff&rh=n%3A508794031%2Ck%3Amastermind&keywords=mastermind&ie=UTF8&qid=1501056283&rnid=1640607031

Se vi va condividete pure nei commenti i vostri feedback una volta ultimata la lettura, sarà un’ottimo argomento di confronto!

A presto con altri consigli di lettura per il self-help.

SEZIONE DOWNLOAD

Ho pensato di attivare una sezione Download, nella quale inserirò materiale scaricabile liberamente: audio per la visualizzazione guidata, slideshow su argomenti di self-help e altro materiale per la crescita personale. Alla sezione è possibile accedere, sin da ora, cliccando sul menu in alto a destra.

Una radiosa giornata!!!