Empowerment per mamme

gruppo mamme rilassamento mirandola

Diventare mamma è un momento di grande trasformazione per una donna. Sono coinvolti in tale processo il suo corpo, il suo ruolo (di figlia, di madre, di moglie), la sua vita personale e lavorativa. Accompagnare le mamme alla ricerca di una nuova consapevolezza di sè è l’intento di questo gruppo, che, settimanalmente, attraverso tecniche artistiche, di rilassamento e di respirazione, fornisce uno spazio dedicato alle donne appena diventate mamme o che lo saranno presto.

La respirazione e la visualizzazione creativa aiutano le persone a restare nel qui ed ora delle proprie sensazioni, in modo da riconoscerle, accettarle oppure lavorarci sopra, se ne sentono la necessità. La maternità è una fase della vita in cui il focus dei bisogni si sposta, e riportare equilibrio può essere impegnativo. Usare l’espressione artistica rende il ripristino di questo equilibrio un processo dolce e rispettoso della dimensione intima di ciascuna di noi.

Inoltre non va dimenticata la valenza della rete sociale, in un momento così importante e delicato nella vita di una donna. Creare rete con altri che stanno vivendo lo stesso momento di trasformazione ci fa sentire comprese, accolte e quindi più forti.

Il gruppo nasce da una iniziativa di Belli & Monelli, piccolo gruppo educativo presente a Mirandola.

VISUALIZZAZIONE CREATIVA: il benessere che viene da dentro

Visualizzazione creativa significa evocare immagini, suoni, profumi, sensazioni che abbiamo vissuto e sperimentato e che associamo ad uno stato di benessere, calma e rilassatezza:  è una delle strategie più efficaci per combattere i momenti di tensione.

visualizzazione creativa

Visualizzazione creativa: da dove vengono le immagini? Ho passato tantissimi anni, a partire dalla mia adolescenza, visitando in lungo e in largo la Liguria. Ne ho percorso le coste d’estate, con le spiagge sassose affollate di turisti, e d’inverno, quando il mare si presenta ingrigito di riflesso al cielo, con le sue onde schiumose e il vento che sferza violentemente con le sue raffiche di tempesta. La amo profondamente, il suo connubio tra coste e montagne, i suoi paesini incastonati in questi piccoli golfi, che si possono abbracciare con lo sguardo.

Ogni volta che visito la Liguria compio un percorso ben preciso, che tocca sempre, inevitabilmente, determinate tappe, in una sorta di rituale di benessere. Lo scorcio che vedete qui sopra (una villa fatiscente immersa in un parco), è uno dei miei panorami preferiti, Mecca imprescindibile dei miei vagabondaggi liguri.

E’ molto interessante scoprire che ognuno di noi ha un legame particolare, quasi viscerale, con certi luoghi. Ci accorgiamo di questo legame quando li ricordiamo con partecipazione, magari con un sospiro, sentendo che un pezzettino di noi è rimasto lì, tra quelle mura, su quelle spiagge o tra quelle vette.

Questo legame è una grande risorsa, per il carico di sensazioni ed emozioni che porta con sè  cui è possibile attingere nei momenti più difficili o in quei periodi in cui ci sentiamo sotto l’influenza negativa del distress. Pare ovvia l’obbiezione che se tutti noi avessimo la possibilità di fare una visitina ai nostri luoghi d’elezione quando ne sentiamo l’esigenza , allora non avrebbe più nemmeno senso parlare di malessere.

La visualizzazione creativa è uno strumento molto potente, che ci aiuta a compensare questa difficoltà logistica. Attraverso tecniche di rilassamento e la conduzione di una voce guida, è possibile rievocare le emozioni e le SENSAZIONI FISICHE, connesse a quello stato ‘di grazia’ che ci pervade in QUEL particolare luogo, senza che il nostro corpo debba per forza trovarsi proprio lì in quel momento.

La sensazione di benessere che ne consegue ha strabilianti effetti su diversi aspetti del nostro quotidiano. Le tensioni si sciolgono, viene favorita la concentrazione e il focus sulle percezioni consente una migliore comunicazione con il nostro corpo.

La visualizzazione creativa è una pratica che può essere addestrata. Questo significa che, come ogni altro, anche questo è uno strumento che può essere appreso ed utilizzato al bisogno. Accompagnando le sessioni con una musica piacevole e non dimenticando l’attenzione al respiro.

Se sei curiosa/o di imparare questa tecnica iscriviti alla Newsletter e rimani aggiornato sugli eventi di Visualizzazione Creativa in programma per i prossimi mesi.

E… buon “viaggio”! 😉

Festival della Filosofia: un’occasione per condividere le idee

Il 15, 16 e 17 Settembre tra Modena, Carpi e Sassuolo si terrà il Festival della Filosofia, una iniziativa culturale brillante che da valore al nostro territorio che, diciamocelo, diversamente risulta un po’ “spento”. Ho vissuto a Modena dall’età di 6 anni, l’ho vista trasformarsi ed involversi, sempre più chiusa nelle sue paure, perdendo giorno dopo giorno quel fascinoso mescolarsi di storia ed accoglienza.

Ricordo che a vent’anni mi aggiravo per i musei, i musei anatomici, il museo di Zoologia, quello di Mineralogia, e frequentando l’università, nelle sue diverse sedi storiche (foro boario, la sede di via università..), incrociavo studenti provenienti da ogni dove che animavano il centro rendendolo vitale, ricco, movimentato. I musei anatomici sono in ristrutturazione da un sacco di tempo, il Museo di Zoologia sta in piedi per miracolo,  grazie a chi fa della divulgazione scientifica una passione, ancora prima che un lavoro. Le sedi dell’università sono state trasferite con la creazione dell’Università di Modena e Reggio, svuotando il centro di quel fermento culturale e giovanile energia di cui adesso, passeggiando per le vie di una Modena che avverto un po’ patinata, opaca, sgualcita, sento molta nostalgia.

Questo evento culturale riporta un po’ di vita e di nutrimento ad un territorio che a me è molto caro, una città che è stata capace di offrire molto e che, a tutt’oggi, curata come si deve, valorizzata opportunamente, potrebbe davvero essere una delle punte di diamanti dell’Emilia.

Qui potete trovare il programma completo delle iniziative di questi tre giorni di sapere.

Ci si vede là!

 

Questione di strategia…

Coltivare il benessere passo dopo passo! Ma cos’è il benessere? Non soltanto arginare le preoccupazioni, limitare le frustrazioni e i conflitti. Benessere è anche conoscere la strada che porta verso le nostre aspirazioni e i nostri desideri, possedere strategie che permettano di percorrerla e giungere finalmente ai nostri obiettivi: personali, lavorativi e relazionali. Benessere non è soltanto STARE MEGLIO, ma bensì STARE BENE.

Perchè dovremmo preoccuparci di sviluppare una strategia vincente? Per agevolare il nostro benessere, lavorativo e relazionale, e raggiungere in tal modo i nostri obiettivi e ciò che è importante per noi (bisogni e desideri).  Imparare a restare nel qui ed ora, ascoltarsi e comunicare con gli altri in modo efficace, apprendere qualche strategia nella gestione del tempo e delle semplici tecniche di rilassamento e visualizzazione creativa può aiutarci a dare una svolta importante alla nostra vita, in termini di autostima, senso di auto-efficacia e benessere emotivo.

Come posso aiutarti?

Da diversi anni mi occupo di crescita personale, con singoli individui e con i gruppi di lavoro. Recentemente mi hanno chiesto di sviluppare un percorso articolato in diverse tappe, attraverso le quali fornire strategie in pillole per migliorare il proprio benessere nella vita privata e nel contesto lavorativo. Il ciclo di incontri che propongo, a partire da Ottobre, presso la Esprit3 di Mirandola (MO), è pensato a chi vuole sperimentare tecniche pratiche per la propria crescita personale ma anche a chi per la prima volta si addentra in questo campo, vasto ed entusiasmante.

In cosa consiste?

Con cadenza settimanale, per oltre un mese, ci metteremo in gioco, iniziando con una introduzione teorica per poi lasciare spazio ad una ampia sperimentazione dinamica ( è previsto il 75% di pratica) con applicazione delle tecniche apprese. Questo per garantire a chi parteciperà un buon bagaglio esperienziale, da portarsi a casa, spendibile immediatamente.

In conclusione, lungi dall’essere un percorso esaustivo, quello proposto costituisce però un set di strumenti indispensabili per affrontare un contesto di crescita e miglioramento personale, nonchè le eventuali difficoltà connesse ai normali momenti di empasse che contraddistinguono alcune fasi della nostra vita.

Per consentire la messa in gioco di tutti i partecipanti sarà necessario avere un gruppo contenuto, per cui le iscrizioni verranno chiuse non appena raggiunto il numero massimo.

Troverai sul sito alla sezione Download il modulo di iscrizione che potrai inviare a  info@stefaniacosticounselor.it.

strategia vincente

Il corso partirà con un numero minimo di 5 partecipanti.

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LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #5

A PASSEGGIO CON WATZLAWICK e la crescita personale

Nell’ultima settimana mi sono imbattuta in un paio di letture interessanti di Paul Watzlawick, di cui una più tecnica e una decisamente più alla mano e contrariamente alle previsioni, davvero spassosa.

Watzlawick

Soprattutto della seconda intendo consigliarvi la lettura, perchè affronta in un moto satirico e abbastanza dissacrante tutta una serie di questioni legate alla crescita personale, ma affrontandole con una prospettiva anomala e assolutamente divertente.

Istruzioni per rendersi infelici fa il verso alla miriade di testi sul self help che professano la felicità a portata di mano e il benessere psicologico e relazionale in pochi semplici passi. Watzlawick, in tono scherzoso e sarcastico, ci trasmette al contrario, tutto ciò che è OPPORTUNO fare per garantirsi l’infelicità. E’ un modo curioso di vedere la questione, ribaltata sul piano linguistico (non a caso Watzlawick fu uno dei fondatori della Scuola costruttivista di Palo Alto, nonchè autore di un altro testo “LA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA” che ha fatto la storia del Counseling e che vi consiglio) e ritengo anche molto provocatoria.

Di certo una lettura veloce (poco più di un centinaio di pagine) ma ricca, ideale anche per un periodo di vacanza.

Il secondo testo di cui vi ho parlato all’inizio, che però consiglio a chi è disposto ad affrontare una lettura un po’ più tecnica e sicuramente meno divertente, anche se comunque molto stimolante, è IL LINGUAGGIO DEL CAMBIAMENTO. Come le parole possono essere utilizzate al di là della comunicazione, come veri e propri strumenti di persuasione e di promozione del cambiamento? Un tema per chi come me si occupa di lavorare con e per le persone, interessante anche per gli educatori e gli operatori sociali, che di strumenti concreti e spendibili hanno sempre tanto bisogno.

Se volete consigliarmi testi che vi sono piaciuti o avete trovato stimolanti, potete scrivermi qui info@stefaniacosticounselor.it.

Buona giornata!

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #4

Ho sempre ritenuto una buona dialettica tra le caratteristiche più interessanti di un interlocutore. La capacità di utilizzare le parole è una forma d’arte. Ci sono oratori in grado di inchiodarti sopra uno sgabello scomodo per ore, soltanto per la loro abilità nel descrivere i concetti, argomentare, offrire un vocabolario assortito e sempre alla portata della platea che hanno davanti. Eppure sono anche consapevole, non potrebbe essere diversamente, con il lavoro che faccio, di come le parole possano a volte divenire armi, in grado di smaccare e ferire anche i più sicuri di sè.

L’analogia visiva con le arti marziali che si evince dalla copertina mi è piaciuta da subito: ha evocato in me concetti quali il rispetto, la fermezza, la non volontà di nuocere ma di presidiare i confini. Perciò non mi sono nemmeno data la pena di leggere la quarta di copertina di questo libro della BERCKHAN.

La lettura è corredata di esercizi pratici, schemi e focus sui diversi argomenti affrontati. Lo stile è quello del manuale: se ti capita questo puoi fare così. Personalmente mi trovo sempre a disagio con l’approccio soluzionista, ma continuando nella lettura ho scoperto un assortimento di diversi strumenti, in grado di essere scelti ed utilizzati a propria discrezione e simpatici da sperimentare.

Provare per credere!

Potete acquistarlo su Amazon a questo link dove trovate anche un breve estratto per rendervi conto di che si tratta.

 

Fare FRAMING: quando il contesto è importante

Sto leggendo un simpatico testo di R. Sutton, il Metodo Antistronzi. Più avanti, una volta terminata la lettura, posterò come di consueto le mie considerazioni in merito, ma per ora mi ha molto colpito un concetto: quello del fare FRAMING. Nelle scienze sociali questo termine ha a che fare con i filtri che riguardano le nostre percezioni. Gli occhiali che ci mettiamo, o qualcuno ci fa indossare, che inevitabilmente filtrano gli stimoli che arrivano fino al nostro ‘pannello comandi’. Il concetto del FRAME tuttavia (che tradotto significa CORNICE, STRUTTURA, OSSATURA) può far capo al concetto di articolazione figura-sfondo della Psicologia della Gestalt.

Gli stimoli che vengono elaborati, vengono scremati da un calderone pieno di stimoli che in ogni momento possono colpire i nostri sensi e che se non ‘filtrati’ in qualche modo, rischierebbero di saturare, mandare in overflow, la nostra ‘centralina’.  Ovviamente il mio sistema di filtraggio è differente dal tuo: dipende dalle mie esperienze, dal mio vissuto, dalla mia sensibilità, e da una miriade di altri fattori. Qualcosa che a me colpisce ad altri può non arrivare nemmeno e viceversa.

Nel testo di cui vi parlo il fare FRAMING viene inteso invece come

tenere conto della cornice, del contesto, dell’ossatura

In questo caso la nostra, ovviamente. Davanti ad eventi stressanti, o condizioni transitorie di malessere (l’esempio del libro è quello di un lavoro insoddisfacente che si fa di malavoglia in attesa di trovarne uno migliore) può essere utile ricordarsi di tenere in considerazione il frame.  Il lavoro che fate non sarà quello per sempre, così come il partner che non vi fa più felice o la presenza nella vostra vita di persone negative (certo, se nel frattempo state agendo per cambiare le condizioni che vi creano malessere).

Ricordare quello che sei, i tuoi valori, le cose in cui credi e perchè no, dare anche una occhiatina al tuo passato, agli obiettivi raggiunti, alle battaglie dalle quali sei uscito vincente, E’ FARE FRAMING.

Davanti una situazione che genera malessere a volte mi capita di “vedere tutto nero” e trascinare in questa visione negativa tutto il buono che magari è invece nascosto tra le pieghe di quella situazione, o per lo meno il buono che c’è stato. Fare Framing mi ricorda che quella situazione è soltanto temporanea, che non inficia nulla del buono che comunque c’è stato e ci sarà e non compromette nulla di quello in cui credo, che voglio, che mi rappresenta.

La condizione essenziale affinchè fare framing ‘funzioni’ è come dicevo, quella che io stia in quel frangente già facendo qualcosa di operativo per allontanarmi dalla situazione di malessere. Fare framing  mentre giorno dopo giorno mi reco a svolgere un lavoro che non mi piace e non sto facendo nulla per cambiare (consegnare curriculum, fare corsi di aggiornamento, parlare con persone che potrebbero aiutarmi a trovare una nuova occupazione) non è assolutamente produttivo, e onestamente diventa anche piuttosto difficile.

E tu? Ti è capitato di fare framing di fronte ad una situazione di malessere? Come hai poi risolto quella situazione?

Buona [calda] serata estiva !!

 

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #3

Lo slang giovanile, che apprendo mio malgrado grazie all’opportunità data dall’avere una figlia quattordicenne in casa,  attribuisce il sostantivo “POLLEGGIATO” agli atteggiamenti in cui è palese e lampante l’intenzione di dare priorità al relax. Si dice anche, sempre slang giovanile, prenderla in dolce, vale a dire KEEP CALM nella derivazione anglosassone del concetto. Per gli appassionati dei cartoni animati Disney possiamo correlare il termine alla  locuzione swahili

HAKUNA MATATA

che può essere tradotta più fedelmente come “senza pensieri”.

Questa divagazione mi è stata suggerita dall’ape in copertina del libro della Danon, altra autrice che vi consiglio. La postura rilassata, la palpebra leggermente abbassata, il braccio abbandonato in posizione di riposo sopra il ginocchio… sono tutti elementi che mi danno l’idea di uno stato di profondo rilassamento e benessere.

Tuttavia, oltre alla simpatica mascotte, anche il sottotitolo ha contribuito grandemente a convincermi ad acquistare il libro:

Ottenere di più, LAVORANDO di MENO!

Ho scelto la libera professione per essere certa di poter gestire con maggiore autonomia il mio tempo, tuttavia mi è capitato di incappare in periodi di superlavoro intensi che mi hanno messa in condizione di dover scegliere tra le mie esigenze economiche e le mie esigenze di riposo e svago. Non è sempre facile tenere a mente le priorità e di conseguenza saper dire “NO”.

Ho trovato nel testo della Danon utili esercizi per esercitare la consapevolezza dei propri bisogni e spunti per tenere allenato il mio muscolo del “NO”.

Auspico quindi che la lettura vi sia lieta e che possiate godere, qui ed ora, di un piacevole momento di riposo rigenerante.

Alla prossima!

Il valore del TEMPO

Quante volte in un giorno sentiamo che il tempo è troppo poco?

tempo

In questo periodo mi è capitato spesso di riflettere sul concetto di tempo come valore e risorsa. Il tempo che non ho, il tempo sprecato, il tempo perso, il tempo che non è mai abbastanza. Mi immagino il tempo come uno zaino, nemmeno troppo grande, che dovrò portarmi in spalla a lungo durante il viaggio. Come ogni zaino posso riempirlo con tutto ciò che desidero, con le cose funzionali che potrebbero servire a colmare i miei bisogni, magari con un libro che mi faccia compagnia durante il tragitto. Eppure, come accade spesso quando si preparano le valigie, come ogni zaino che si rispetti, anche questo ha una certa CAPIENZA, un certo LIMITE, un certo CONFINE.

Se deciderò di riempirlo con certi oggetti e con altri no rinuncerò a qualcosa, che in effetti potrebbe servire, in viaggio. Eppure lo spazio è quello che è, NON E’ MAI ABBASTANZA…

E se non fosse questione dello spazio troppo piccolo ma fosse la mia incapacità di scegliere? La scelta di cosa portare è attiva, è connessa ad una responsabilità: se deciderò di lasciare a casa la bottiglietta dell’acqua e mi verrà sete sarà solo colpa mia, che ho dato priorità ad altri oggetti e non a quello.  Se opterò per non aggiungere un libro rinuncerò ad imparare qualcosa durante il tragitto.

Il limite del mio zaino, la sua capacità, così come i confini del tempo, che nel mondo sociale si limitano alle 24 ore giornaliere, sono qualcosa sul quale non ho potere. Spingere nello zaino molti oggetti per farli entrare anche se ormai le cerniere stanno scoppiando non porterà ad altro che strappare il tessuto e rendere inutilizzabile lo zaino. Così come raccontarmi di non riuscire a trovare tempo per il riposo porta ad esaurire le mie risorse fisiche e cognitive, a tal punto da mandarmi ko per un po’. Persino, più spesso di quanto voglia ammettere, ad ammalarmi.

Scegliere attentamente con cosa riempire lo zaino è un rischio, è impegnativo, è DIFFICILE. In ballo ci sono tante esigenze, e qualcuna non soltanto mia, da tenere in considerazione. Il mio zaino “TEMPO” può contenere i miei VOGLIO, ma sarà il caso che io trovi qualche spazio anche per i DEVO, e per quei bisogni essenziali dai quali non posso prescindere (ad esempio il riposo).

Alla luce di queste considerazioni posso quindi chiedermi….

  1. com’è fatto il mio zaino: di che colore è? come sono le fibbie, di metallo di plastica, di cuoio, lunghe, corte… rotte? Se immagino di toccarlo che sensazione provo? E se provo ad indossarlo come mi sento?
  2. com’è il mio zaino in questo momento? Pieno da scoppiare  o abbastanza libero?
  3. c’è qualcosa dentro il mio zaino che mi pesa particolarmente e desidero abbandonare qui?
  4. c’è qualcosa che invece ho dimenticato per strada e mi sono accorta che vorrei avere con me?

Se vuoi  condividere le tue riflessioni con me puoi lasciare un commento o scrivere a info@stefaniacosticounselor.it.

tempo

Buona vita!

 

Gruppo Mirandola Donne al Lavoro

Si è concluso Giovedì 13 Luglio il gruppo promosso dall’Associazione Donne in Centro, sul ricollocamento femminile.  Ringrazio le partecipanti che mi hanno seguito in questo percorso fantastico di scoperta e riscoperta del proprio profilo professionale e lascio nei download un piccolo slideshow motivazionale condiviso insieme a loro durante il nostro ultimo incontro.

Formazione e crescita personale