LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #4

Ho sempre ritenuto una buona dialettica tra le caratteristiche più interessanti di un interlocutore. La capacità di utilizzare le parole è una forma d’arte. Ci sono oratori in grado di inchiodarti sopra uno sgabello scomodo per ore, soltanto per la loro abilità nel descrivere i concetti, argomentare, offrire un vocabolario assortito e sempre alla portata della platea che hanno davanti. Eppure sono anche consapevole, non potrebbe essere diversamente, con il lavoro che faccio, di come le parole possano a volte divenire armi, in grado di smaccare e ferire anche i più sicuri di sè.

L’analogia visiva con le arti marziali che si evince dalla copertina mi è piaciuta da subito: ha evocato in me concetti quali il rispetto, la fermezza, la non volontà di nuocere ma di presidiare i confini. Perciò non mi sono nemmeno data la pena di leggere la quarta di copertina di questo libro della BERCKHAN.

La lettura è corredata di esercizi pratici, schemi e focus sui diversi argomenti affrontati. Lo stile è quello del manuale: se ti capita questo puoi fare così. Personalmente mi trovo sempre a disagio con l’approccio soluzionista, ma continuando nella lettura ho scoperto un assortimento di diversi strumenti, in grado di essere scelti ed utilizzati a propria discrezione e simpatici da sperimentare.

Provare per credere!

Potete acquistarlo su Amazon a questo link dove trovate anche un breve estratto per rendervi conto di che si tratta.

 

Fare FRAMING: quando il contesto è importante

Sto leggendo un simpatico testo di R. Sutton, il Metodo Antistronzi. Più avanti, una volta terminata la lettura, posterò come di consueto le mie considerazioni in merito, ma per ora mi ha molto colpito un concetto: quello del fare FRAMING. Nelle scienze sociali questo termine ha a che fare con i filtri che riguardano le nostre percezioni. Gli occhiali che ci mettiamo, o qualcuno ci fa indossare, che inevitabilmente filtrano gli stimoli che arrivano fino al nostro ‘pannello comandi’. Il concetto del FRAME tuttavia (che tradotto significa CORNICE, STRUTTURA, OSSATURA) può far capo al concetto di articolazione figura-sfondo della Psicologia della Gestalt.

Gli stimoli che vengono elaborati, vengono scremati da un calderone pieno di stimoli che in ogni momento possono colpire i nostri sensi e che se non ‘filtrati’ in qualche modo, rischierebbero di saturare, mandare in overflow, la nostra ‘centralina’.  Ovviamente il mio sistema di filtraggio è differente dal tuo: dipende dalle mie esperienze, dal mio vissuto, dalla mia sensibilità, e da una miriade di altri fattori. Qualcosa che a me colpisce ad altri può non arrivare nemmeno e viceversa.

Nel testo di cui vi parlo il fare FRAMING viene inteso invece come

tenere conto della cornice, del contesto, dell’ossatura

In questo caso la nostra, ovviamente. Davanti ad eventi stressanti, o condizioni transitorie di malessere (l’esempio del libro è quello di un lavoro insoddisfacente che si fa di malavoglia in attesa di trovarne uno migliore) può essere utile ricordarsi di tenere in considerazione il frame.  Il lavoro che fate non sarà quello per sempre, così come il partner che non vi fa più felice o la presenza nella vostra vita di persone negative (certo, se nel frattempo state agendo per cambiare le condizioni che vi creano malessere).

Ricordare quello che sei, i tuoi valori, le cose in cui credi e perchè no, dare anche una occhiatina al tuo passato, agli obiettivi raggiunti, alle battaglie dalle quali sei uscito vincente, E’ FARE FRAMING.

Davanti una situazione che genera malessere a volte mi capita di “vedere tutto nero” e trascinare in questa visione negativa tutto il buono che magari è invece nascosto tra le pieghe di quella situazione, o per lo meno il buono che c’è stato. Fare Framing mi ricorda che quella situazione è soltanto temporanea, che non inficia nulla del buono che comunque c’è stato e ci sarà e non compromette nulla di quello in cui credo, che voglio, che mi rappresenta.

La condizione essenziale affinchè fare framing ‘funzioni’ è come dicevo, quella che io stia in quel frangente già facendo qualcosa di operativo per allontanarmi dalla situazione di malessere. Fare framing  mentre giorno dopo giorno mi reco a svolgere un lavoro che non mi piace e non sto facendo nulla per cambiare (consegnare curriculum, fare corsi di aggiornamento, parlare con persone che potrebbero aiutarmi a trovare una nuova occupazione) non è assolutamente produttivo, e onestamente diventa anche piuttosto difficile.

E tu? Ti è capitato di fare framing di fronte ad una situazione di malessere? Come hai poi risolto quella situazione?

Buona [calda] serata estiva !!

 

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #3

Lo slang giovanile, che apprendo mio malgrado grazie all’opportunità data dall’avere una figlia quattordicenne in casa,  attribuisce il sostantivo “POLLEGGIATO” agli atteggiamenti in cui è palese e lampante l’intenzione di dare priorità al relax. Si dice anche, sempre slang giovanile, prenderla in dolce, vale a dire KEEP CALM nella derivazione anglosassone del concetto. Per gli appassionati dei cartoni animati Disney possiamo correlare il termine alla  locuzione swahili

HAKUNA MATATA

che può essere tradotta più fedelmente come “senza pensieri”.

Questa divagazione mi è stata suggerita dall’ape in copertina del libro della Danon, altra autrice che vi consiglio. La postura rilassata, la palpebra leggermente abbassata, il braccio abbandonato in posizione di riposo sopra il ginocchio… sono tutti elementi che mi danno l’idea di uno stato di profondo rilassamento e benessere.

Tuttavia, oltre alla simpatica mascotte, anche il sottotitolo ha contribuito grandemente a convincermi ad acquistare il libro:

Ottenere di più, LAVORANDO di MENO!

Ho scelto la libera professione per essere certa di poter gestire con maggiore autonomia il mio tempo, tuttavia mi è capitato di incappare in periodi di superlavoro intensi che mi hanno messa in condizione di dover scegliere tra le mie esigenze economiche e le mie esigenze di riposo e svago. Non è sempre facile tenere a mente le priorità e di conseguenza saper dire “NO”.

Ho trovato nel testo della Danon utili esercizi per esercitare la consapevolezza dei propri bisogni e spunti per tenere allenato il mio muscolo del “NO”.

Auspico quindi che la lettura vi sia lieta e che possiate godere, qui ed ora, di un piacevole momento di riposo rigenerante.

Alla prossima!

Il valore del TEMPO

Quante volte in un giorno sentiamo che il tempo è troppo poco?

tempo

In questo periodo mi è capitato spesso di riflettere sul concetto di tempo come valore e risorsa. Il tempo che non ho, il tempo sprecato, il tempo perso, il tempo che non è mai abbastanza. Mi immagino il tempo come uno zaino, nemmeno troppo grande, che dovrò portarmi in spalla a lungo durante il viaggio. Come ogni zaino posso riempirlo con tutto ciò che desidero, con le cose funzionali che potrebbero servire a colmare i miei bisogni, magari con un libro che mi faccia compagnia durante il tragitto. Eppure, come accade spesso quando si preparano le valigie, come ogni zaino che si rispetti, anche questo ha una certa CAPIENZA, un certo LIMITE, un certo CONFINE.

Se deciderò di riempirlo con certi oggetti e con altri no rinuncerò a qualcosa, che in effetti potrebbe servire, in viaggio. Eppure lo spazio è quello che è, NON E’ MAI ABBASTANZA…

E se non fosse questione dello spazio troppo piccolo ma fosse la mia incapacità di scegliere? La scelta di cosa portare è attiva, è connessa ad una responsabilità: se deciderò di lasciare a casa la bottiglietta dell’acqua e mi verrà sete sarà solo colpa mia, che ho dato priorità ad altri oggetti e non a quello.  Se opterò per non aggiungere un libro rinuncerò ad imparare qualcosa durante il tragitto.

Il limite del mio zaino, la sua capacità, così come i confini del tempo, che nel mondo sociale si limitano alle 24 ore giornaliere, sono qualcosa sul quale non ho potere. Spingere nello zaino molti oggetti per farli entrare anche se ormai le cerniere stanno scoppiando non porterà ad altro che strappare il tessuto e rendere inutilizzabile lo zaino. Così come raccontarmi di non riuscire a trovare tempo per il riposo porta ad esaurire le mie risorse fisiche e cognitive, a tal punto da mandarmi ko per un po’. Persino, più spesso di quanto voglia ammettere, ad ammalarmi.

Scegliere attentamente con cosa riempire lo zaino è un rischio, è impegnativo, è DIFFICILE. In ballo ci sono tante esigenze, e qualcuna non soltanto mia, da tenere in considerazione. Il mio zaino “TEMPO” può contenere i miei VOGLIO, ma sarà il caso che io trovi qualche spazio anche per i DEVO, e per quei bisogni essenziali dai quali non posso prescindere (ad esempio il riposo).

Alla luce di queste considerazioni posso quindi chiedermi….

  1. com’è fatto il mio zaino: di che colore è? come sono le fibbie, di metallo di plastica, di cuoio, lunghe, corte… rotte? Se immagino di toccarlo che sensazione provo? E se provo ad indossarlo come mi sento?
  2. com’è il mio zaino in questo momento? Pieno da scoppiare  o abbastanza libero?
  3. c’è qualcosa dentro il mio zaino che mi pesa particolarmente e desidero abbandonare qui?
  4. c’è qualcosa che invece ho dimenticato per strada e mi sono accorta che vorrei avere con me?

Se vuoi  condividere le tue riflessioni con me puoi lasciare un commento o scrivere a info@stefaniacosticounselor.it.

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Buona vita!

 

Gruppo Mirandola Donne al Lavoro

Si è concluso Giovedì 13 Luglio il gruppo promosso dall’Associazione Donne in Centro, sul ricollocamento femminile.  Ringrazio le partecipanti che mi hanno seguito in questo percorso fantastico di scoperta e riscoperta del proprio profilo professionale e lascio nei download un piccolo slideshow motivazionale condiviso insieme a loro durante il nostro ultimo incontro.

LETTURE PER LA CRESCITA PERSONALE #2

Ho conosciuto questo autore con uno dei suoi primi libri “Alla ricerca delle coccole perdute” che ho trovato al contempo di piacevole e rilassante lettura e molto profondo. Lo stile letterario di questo autore è scanzonato e semplice, diretto e assolutamente empatico.

Mi piace il suo modo di dialogare con il lettore come se fosse seduto oltre il tavolo, con davanti una tazza di THE’ fumante, in una PIOVOSA giornata di Novembre. Così me lo immagino ogni volta che leggo qualcosa di suo. E devo ammettere che finora non mi ha mai deluso.

Se vi aspettate un saggio di self-help serioso e ricco di nozioni altisonanti lasciate perdere. E’ come fare due chiacchiere con un amico molto saggio, capace di farsi sentire molto vicino, ma anche di darvi un sonoro CALCIONE virtuale nel sedere, se il caso lo richiede.

Il libretto, come viene annunciato, è molto breve e di veloce lettura (credo di aver impiegato meno di un’ora per finirlo) ma come consiglia l’autore va riletto a più riprese, per consolidare quei concetti che vengono per comodità SOTTOLINEATI VOLTA PER VOLTA IN GRASSETTO e per assimilarne l’essenza.

Anche questo potete trovarlo su Amazon a questo link 

così come il suo precedente “Alla ricerca delle coccole perdute” che potete invece trovare in vendita qui

Come sempre, se vi aggrada, sarò ben lieta di sapere cosa ne pensate, dopo la lettura, attraverso i vostri commenti a questa pagina.

A presto!!

 

Letture per la crescita personale #1

Chi mi conosce sa della mia passione per il personaggio letterario di Sherlock Holmes. Lo trovo una figura emblematica sul crocevia tra CRIMINOLOGIA, SCIENZE e PSICOLOGIA. Insomma, il riassunto maschile di quelle che sono le mie grandi passioni. Il metodo scientifico, la logica, la DEDUZIONE, l’osservazione, la capacità di MEDITARE (che non viene chiamata in tale modo ma è DI FATTO meditazione), sono temi a mio avviso affascinanti e che molto hanno a che spartire con la crescita personale. Non conoscevo questa autrice ma la quarta di copertina mi ha persuasa immediatamente. L’idea di analizzare i processi di pensiero dell’eroe del “Canone” attraverso la lente delle neuroscienze attuali e della psicologia cognitiva mi ha avvinta sin da subito.

Il testo non è particolarmente difficoltoso da affrontare, anche per chi non possiede competenze tecniche in ambito psicologico. E’ ricco di spunti, esempi e riflessioni  che possono essere proiettate sull’esperienza personale, invitano all’autoanalisi e costituiscono validi esercizi di consapevolezza.

L’edizione di Ponte alle Grazie è abbastanza economica, assestandosi intorno ai 15 euro e potete comodamente consultarlo anche in formato Kindle, reperibile su Amazon al seguente link:

https://www.amazon.it/s/ref=sr_nr_n_8?fst=as%3Aoff&rh=n%3A508794031%2Ck%3Amastermind&keywords=mastermind&ie=UTF8&qid=1501056283&rnid=1640607031

Se vi va condividete pure nei commenti i vostri feedback una volta ultimata la lettura, sarà un’ottimo argomento di confronto!

A presto con altri consigli di lettura per il self-help.

SEZIONE DOWNLOAD

Ho pensato di attivare una sezione Download, nella quale inserirò materiale scaricabile liberamente: audio per la visualizzazione guidata, slideshow su argomenti di self-help e altro materiale per la crescita personale. Alla sezione è possibile accedere, sin da ora, cliccando sul menu in alto a destra.

Una radiosa giornata!!!

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A presto e buona lettura.

Formazione e crescita personale