NON TEMERE IL CAMBIAMENTO

“Come insegnanti, dobbiamo credere nel cambiamento, dobbiamo sapere che è possibile, altrimenti non insegneremmo.”  LEO BUSCAGLIA

cambiamento

Le farfalle sono esseri meravigliosi. Il loro ciclo di vita è strutturato in modo che, per sopravvivere ed arrivare a riprodursi, debbano cambiare completamente aspetto, capacità di movimento, “gusti” alimentari. Spesso, nei percorsi di crescita personale, utilizzo

la METAFORA della METAMORFOSI.

Un cliente può arrivare intrappolato in un bozzolo di convinzioni limitanti, credenze errate su di sè, bisogni sopiti. E attraverso un percorso-processo di consapevolezza riscoprire sè stesso, i suoi valori, le sue speranze, le ambizioni. E’ un processo che spesso risulta meno difficile di quanto si pensi. Una volta incamminati sul sentiero della consapevolezza ci si trova infatti sospinti da una naturale evoluzione, nella istintiva e spontanea manifestazione del proprio potenziale, fino a quel momento costretto e ritirato proprio in quel bozzolo.

Certo, il cambiamento fa paura. A volte è persino l’IDEA STESSA del CAMBIAMENTO  a fare paura.

Un po’ come se le nostre convinzioni fossero copertine di Linus senza le quali ci sentiamo nudi, vulnerabili, esposti.

E’ solo attraverso la consapevolezza che questa paura si trasforma in potente energia.

Una volta fatto il primo passo, la consapevolezza ci guida, senza grande fatica, alla conquista o riconquista di ciò che ci rende felici.

L’esplorazione è uno degli strumenti principali della consapevolezza.

Un Counselor, un Coach, un consulente di crescita personale ci accompagna con dolcezza in questa esplorazione. Non dà risposte, non fornisce soluzioni.

Eppure è un validissimo strumento per fare chiarezza, laddove si sta vivendo un momento di dubbio, una empasse o appunto ci si appresti a intraprendere un cambiamento.

 

Nel nostro percorso di crescita possiamo dunque chiederci, nella
metafora della metamorfosi:

cosa farò quando libererò le mie bellissime ali di farfalla da questo bozzolo?

 

Se ti va di dirmelo puoi lasciare un commento qui o sulla mia pagina Facebook:

 https://www.facebook.com/formazioneecrescitapersonale/,

oppure consultare la mia pagina dei contatti. Ricevo a Modena e in provincia di Ferrara. Sessioni a distanza anche tramite skype.

PRENOTA IL TUO PRIMO INCONTRO GRATUITO

Nel frattempo… fai buon volo!

😉

Fare la differenza con la nostra UNICITA’

Sappiamo esprimere la nostra personalità ed unicità sul lavoro così come nella vita, trattando noi stessi come una splendida risorsa.

unico

Sto rileggendo “The blue ocean strategy”.  Per chi non lo conosce si tratta di un testo geniale sulle strategie di management di una azienda. Una sorta di vademecum per imprenditori che non vogliono solo stare a galla, con la loro attività, ma vogliono ricavarne benessere personale e professionale. In estrema sintesi gli autori sostengono che se vuoi far funzionare la tua attività senza scannarti con i tuoi competitor devi essere “unico”. Distinguerti dagli altri esprimendo la tua unicità, per nuotare libero come un delfino anzichè dannarti in un mare pieno di squali.

Riflettevo su come ciascuno di noi, nella propria vita di tutti i giorni, anche fuori dal contesto professionale, possa dare il meglio di sè, esprimendo la propria unicità.

Avendo una adolescente in casa (mia figlia ha 15 anni) sto osservando quotidianamente la spinta omologante che porta i ragazzi a volersi confondere tra gli altri coetanei, anzichè spiccare.  E’ un tipico aspetto di questa età. Eppure lo osservo moltissimo anche negli adulti. Il bisogno di fare ciò che fanno gli altri, la necessità di avere le stesse cose… a volte mi sembra persino che esista una sorta di competizione a chi raggiunge per primo gli obiettivi stabiliti dai più.

Adoro quando le persone riescono a esprimersi, si sentono libere di esporre le proprie capacità, le proprie caratteristiche uniche. Valorizzare le proprie risorse aiuta a stare meglio, a trovare un lavoro migliore, a vivere pienamente i rapporti.

Ovviamente per fare ciò è necessario conoscere le proprie potenzialità, farci amicizia, riconoscerle e amarle.

Quanto volte ci fermiamo a fare un check up del nostro potenziale? Quante volte sappiamo riconoscere a noi stessi i passi compiuti e le capacità raggiunte?  Sapremmo, qui ed ora, scrivere su un foglio in che modo sono unico e come esprimo questa mia unicità?

Ho l’abitudine di tenere un quaderno. Ce l’ho da qualche anno. Non è un vero e proprio diario. Ho provato, eh? Ma mi affligge avere l’obbligo di rendicontare ogni giorno ciò che mi accade. Così tengo questo quaderno. Ha la copertina viola, che è il mio colore preferito, e morbida, di modo che se mi ci addormento sopra possa essere ugualmente confortevole.    🙂

Questo quaderno è il mio deposito dei traguardi, il mio confidente. Tiene traccia delle mie emozioni, delle riflessioni su di me, delle immagini che mi colpiscono e dei pensieri che contribuiscono ad arricchire di consapevolezza la mia vita. Ogni tanto lo rileggo, e assaporo il percorso-processo compiuto tra le sue pagine. Mi ricorda chi sono, cosa ho fatto, come ho saputo trasformarmi. Ma anche cosa voglio, su cosa ho bisogno di lavorare, quali risorse posso sviluppare.

Qualunque sia lo strumento, un diario o un quaderno, è importante ricordarsi come sappiamo essere unici. Cosa possiamo dare a questo mondo in una combinazione e con una intensità che nessun altro può.  E tu, come sai essere unico? Vuoi fare un check up del tuo potenziale? Scrivimi.

Buona giornata

 

Con cosa stai barattando la tua libertà?

Lo riconosco, questa sulla libertà sembra una domanda piuttosto aggressiva per un tranquillo tardo pomeriggio di inizio Gennaio.

Libertà dalle catene

Adoro le domande provocatorie. Quelle che mi fanno sobbalzare, che mi indignano, che mi pungolano costringendomi a riflettere. Oggi, concedetemelo, questa è la MIA domanda.

Con cosa sto barattando la mia libertà, se lo sto facendo?

Ogni giorno mi confronto con la necessità di mettere in sinergia, far combaciare e possibilmente convivere, bisogni ed esigenze di ogni tipo. Il bisogno di dedicare tempo a mia figlia, il mio bisogno di realizzazione professionale, la necessità di trovare il tempo di andare in posta a pagare le bollette, l’esigenza di dedicare una telefonata a mia nonna, riparare un tubo che si rompe, cambiare l’olio alla macchina. Siamo circondati di sollecitazioni, doveri sociali, responsabilità, e spesso lo siamo a tal punto da dimenticarci… il perchè stiamo facendo tutto ciò che stiamo facendo.

Diventa un automatismo, una abitudine della quale nemmeno abbiamo consapevolezza.

Eppure tra tutte queste priorità e bisogni, ci troviamo a dover RICORDARE, con un atto volontario, proprio i bisogni che riguardano direttamente noi. Primo tra tutti? Il bisogno di riposo.

DEVO andare a lavorare, DEVO mettere i panni in lavatrice, DEVO andare a fare la spesa, DEVO andare in visita a quel parente. Pare che siano tutte incombenze tanto importanti da far slittare in secondo piano persino le nostre necessità più basilari.

La libertà di mangiare con calma, seduti ad un tavolo. Dormire il numero sufficiente di ore. Fare un po’ di meditazione o leggere un libro, appaiono bisogni trascurabili. Eppure, se ignorati, possono dare avvio ad una serie di piccoli e grandi inconvenienti.

Ma davvero abbiamo tanto, troppo da fare. E ci sono tante richieste da soddisfare. Ne ho parlato anche qui.

Altrimenti?

Bhè sì, indubbiamente vi sono priorità da rispettare. Ma siamo poi davvero sicuri che tutto ciò che stiamo facendo non possa essere rimandato, o posticipato, dando respiro e spazio a ciò che ci servirebbe per stare bene?

Quindi:

Con cosa stai barattando la tua libertà, se lo stai facendo?

Sei consapevole di quante priorità anteponi ai tuoi bisogni?

Metti le tue considerazioni nei commenti, se ti va 😉

Buona vita!

Stare bene nel qui ed ora

Stare bene nel qui ed ora è possibile?

Aspettative e rancori sono ciò che più spesso ci impediscono di stare bene nel qui ed ora, proiettandoci invece nel passato o caricando di energia un futuro che deve ancora venire.

 

stare bene

E’ un esercizio che mi fa stare bene, quello di fermarmi e ricordare tutto ciò che va bene, tutto ciò che funziona, tutto ciò che nel qui e ora rappresenta per me una conquista, un successo, qualcosa per cui posso dirmi “brava!”  Mi aiuta a distogliermi dalla trappola dei pensieri ricorrenti, dal pessimismo, dalle aspettative.

Siamo programmati, per cultura credo, a evidenziare sempre e solo tutto ciò che non va. I problemi, le difficoltà, i momenti di crisi,  sono raramente contestuali e diventano invece spesso permeanti. Questo corre il rischio di gettarci in una specie di abitudine al pessimismo che da diversi autori è stata associata a patologie anche gravi.

Certo non è così semplice scardinare questo meccanismo, e forse non è nemmeno costruttivo farlo (altrimenti, se non avessimo la capacità di identificare ciò che non va, come faremmo a migliorarci?), ma come per tante altre questioni, è indispensabile l’allenamento.

Si tratta di addestrarsi, compiendo dapprima un atto consapevole, ma che con il tempo diventerà un automatismo.

Concentrarsi sul qui ed ora, ricordandosi quanto c’è, piuttosto che le mancanze, può aiutare a superare momenti di grande sconforto. Bene inteso, non è una bacchetta magica con la quale i problemi vengono improvvisamente risolti. Bensì uno strumento molto efficace per liberare il problema stesso dai nostri fronzoli psicologici.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei fermato/a a ricordare le cose che funzionano, i tuoi successi, ciò che hai nel qui ed ora?

Per chi volesse approfondire l’argomento vi consiglio Imparare l’Ottimismo, un libro che potete trovare qui. Un’altra lettura interessante sull’argomento la trovate a questa pagina.

Buona giornata!

 

L’arte del “lasciare andare”

L’importanza del lasciare andare. A cavallo del passaggio al nuovo anno sento spesso parlare di intenti e propositi, con minore frequenza invece di ciò che si intende lasciar andare, buttare alle nostre spalle.

Siamo sovente consapevoli delle cose o persone che ci danneggiano, che non ci fanno bene o che più semplicemente non ci fanno crescere. Siamo capaci di lasciare andare o ce le portiamo dietro come vecchie abitudini, con quel loro essere così incredibilmente rassicuranti, nonostante abbiamo coscienza dello “spazio” mentale che occupano.

Lasciare andare

 

Ci hanno insegnato il compromesso, ci hanno insegnato ad essere accomodanti, a non arrabbiarci: questi atteggiamenti di stampo “sociale” ci aiutano a non diventare animali solitari e isolati, ma comportano un costo salato.

L’uomo è un animale sociale, ha bisogno di interagire con gli altri, di avere dei legami, di intessere relazioni. Eppure a volte questi legami diventano catene, il bisogno di interagire diventa una necessità tanto impellente da porre in secondo piano ciò che è importante per noi: i nostri valori, i nostri spazi, le nostre attitudini.

Mi immagino la fine del nuovo anno come un chiudere la porta, nell’accezione gestaltica del termine, un addio ad un ciclo appena concluso, e mi esercito a vedere questo momento come l’atto creativo del fare spazio al nuovo.

Condivido con voi la mia scaletta personale, la lista delle domande che mi faccio per determinare quanto, di ciò che ho vissuto, voglio e posso lasciare indietro. Nella speranza che possa essere uno strumento utile per la vostra crescita, e con l’augurio di un 2018 all’insegna della capacità di LASCIARE ANDARE.

Per scaricare il materiale clicca qui o vai alla sezione Download.

Buona vita!!

L’importanza di fare un PROGRAMMA

Hai la sensazione che il tempo ti sfugga dalle mani?

tempo programma organizzazione pianificazione risultati

Gestire il proprio tempo è utile per risparmiare risorse e diminuire lo stress: a differenza tra provare e riuscire sta tutta nella capacità di organizzarsi, di stilare un programma efficiente.

Il mio lavoro mi porta a dover gestire l mio tempo attraverso molte situazioni, impegni, committenti diversi. Da alcuni anni ho sviluppato una SANA dipendenza dagli strumenti tecnologici senza i quali davvero perderei una marea  di tempo per ricordarmi tutto, con il rischio poi di incappare in qualche gaffe.

Attribuisco molta importanza a quel momento della settimana (per  me è il lunedì, di mattino presto) che dedico alla organizzazione del mio calendario. Nel mio caso mi organizzo in modo da prendere gli appuntamenti o fissare gli impegni volta per volta, poi al lunedì mattina mi prendo una buona mezz’ora per osservare il mio calendario ed ottimizzarlo.

Cosa significa ottimizzarlo? Significa che spesso la mancanza di organizzazione comporta eccessivo dispendio di energie, eccessivo dispendio di risorse economiche e, aimè, soprattutto una pericolosa falla che comporta la perdita della nostra risorsa più importante, IL TEMPO.

Fissare un momento per dare uno sguardo a come si profila la nostra settimana in base agli impegni presi può essere un ottimo strumento di CONSAPEVOLEZZA e il punto di partenza per una ottimizzazione che ci fa risparmiare davvero molto di quel tempo prezioso che ciascuno di noi potrà poi dedicare alla famiglia, agli hobby, al relax, o alle vacanze!

Qualche idea su come fare:

  1. comincia ad utilizzare le risorse tecnologiche che ci facilitano la vita (Google Calendar diventerà il tuo migliore amico!), organizzarsi diventerà più facile;
  2. stabilisci delle priorità;
  3. metti in calendario anche il tempo PER TE (parrucchiera, tennis, serata con gli amici), ti aiuterà a tenere sotto controllo lo stress;
  4. fai un programma con liste di cose da fare che via via depennerai (ad esempio esiste la app ” TO DO list “). L’atto di depennare ciò che è già stato fatto ridurrà lo stress e la frustrazione, la lista scritta eviterà di ricordare tutto impegnando inutili risorse cognitive.
  5. datti delle scadenze, ma non dimenticare di organizzarti per step successivi, così da non arrivare stressato e affaticato agli sgoccioli.

E se poi vorrai approfondire questo aspetto ti invito a contattarmi per fissare le sessioni del percorso individuale OK TIME:

ok time gestione organizzazione ottimizzare risorse

 

Perchè fare un “PERCORSO DI CRESCITA”

percorso di crescita prenditi cura di te

Cosa spinge una persona a intraprendere un percorso di crescita personale? E’ una domanda che mi fanno in molti, quando racconto del mio lavoro. Una domanda per la quale non esiste un’unica risposta. Anzi, potrei dire che LA RISPOSTA, è la TUA risposta.

Cosa intendiamo, quando parliamo di CRESCITA PERSONALE? E soprattutto perchè in questi casi si parla di PERCORSO? Esistono diverse tecniche, scuole di pensiero, strategie, modalità, per apportare alla propria vita una qualche forma di miglioramento, un incremento di ciò che definiamo “benessere”.

Ognuno di noi può apportare benefici alla propria esistenza quotidiana, nei modi più disparati: ascoltando una musica che rilassa, leggendo un libro che entusiasma, ascoltando una conferenza che fornisce spunti utili e applicazioni pratiche. Tutto ciò che ho elencato rappresenta uno strumento di crescita, di ricerca e mantenimento del benessere.

Un percorso di crescita personale è un insieme, integrato e sinergico, di tecniche e spunti che non solo procurano benessere nell’immediato, ma che consentono alla persona di raggiungere e mantenere un nuovo livello di consapevolezza e la competenza nell’uso di determinati strumenti, che possano aiutare in diversi ambiti: personale, professionale, relazionale.

 

Nel percorso di crescita al centro c’è il cliente. Ed essere al centro può essere anche una posizione scomoda. Perchè? Ma sostanzialmente perchè al cliente viene chiesto di assumersi la RESPONSABILITA’  del proprio percorso. Compiere un qualche lavoro su di sè, lo dice la parola stessa “lavoro”, è una faccenda impegnativa e allo stesso tempo bellissima. Comporta comunque un certo sforzo, per uscire dalla propria zona di comfort, mettersi in discussione.

E’ comunque uno sforzo ben ricompensato.

Per chi volesse capire meglio, avesse ancora domande dopo questo articolo, oppure volesse iniziare un percorso con me può contattarmi.

Vi ricordo che è possibile utilizzare anche la modalità via Skype, per chi risiede distante dal mio studio o preferisse incontri non in presenza.

Clicca sul pulsante qui sotto per contattarmi tramite Skype:

 

 

Empowerment per mamme

gruppo mamme rilassamento mirandola

Diventare mamma è un momento di grande trasformazione per una donna. Sono coinvolti in tale processo il suo corpo, il suo ruolo (di figlia, di madre, di moglie), la sua vita personale e lavorativa. Accompagnare le mamme alla ricerca di una nuova consapevolezza di sè è l’intento di questo gruppo, che, settimanalmente, attraverso tecniche artistiche, di rilassamento e di respirazione, fornisce uno spazio dedicato alle donne appena diventate mamme o che lo saranno presto.

La respirazione e la visualizzazione creativa aiutano le persone a restare nel qui ed ora delle proprie sensazioni, in modo da riconoscerle, accettarle oppure lavorarci sopra, se ne sentono la necessità. La maternità è una fase della vita in cui il focus dei bisogni si sposta, e riportare equilibrio può essere impegnativo. Usare l’espressione artistica rende il ripristino di questo equilibrio un processo dolce e rispettoso della dimensione intima di ciascuna di noi.

Inoltre non va dimenticata la valenza della rete sociale, in un momento così importante e delicato nella vita di una donna. Creare rete con altri che stanno vivendo lo stesso momento di trasformazione ci fa sentire comprese, accolte e quindi più forti.

Il gruppo nasce da una iniziativa di Belli & Monelli, piccolo gruppo educativo presente a Mirandola.

VISUALIZZAZIONE CREATIVA: il benessere che viene da dentro

Visualizzazione creativa significa evocare immagini, suoni, profumi, sensazioni che abbiamo vissuto e sperimentato e che associamo ad uno stato di benessere, calma e rilassatezza:  è una delle strategie più efficaci per combattere i momenti di tensione.

visualizzazione creativa

Visualizzazione creativa: da dove vengono le immagini? Ho passato tantissimi anni, a partire dalla mia adolescenza, visitando in lungo e in largo la Liguria. Ne ho percorso le coste d’estate, con le spiagge sassose affollate di turisti, e d’inverno, quando il mare si presenta ingrigito di riflesso al cielo, con le sue onde schiumose e il vento che sferza violentemente con le sue raffiche di tempesta. La amo profondamente, il suo connubio tra coste e montagne, i suoi paesini incastonati in questi piccoli golfi, che si possono abbracciare con lo sguardo.

Ogni volta che visito la Liguria compio un percorso ben preciso, che tocca sempre, inevitabilmente, determinate tappe, in una sorta di rituale di benessere. Lo scorcio che vedete qui sopra (una villa fatiscente immersa in un parco), è uno dei miei panorami preferiti, Mecca imprescindibile dei miei vagabondaggi liguri.

E’ molto interessante scoprire che ognuno di noi ha un legame particolare, quasi viscerale, con certi luoghi. Ci accorgiamo di questo legame quando li ricordiamo con partecipazione, magari con un sospiro, sentendo che un pezzettino di noi è rimasto lì, tra quelle mura, su quelle spiagge o tra quelle vette.

Questo legame è una grande risorsa, per il carico di sensazioni ed emozioni che porta con sè  cui è possibile attingere nei momenti più difficili o in quei periodi in cui ci sentiamo sotto l’influenza negativa del distress. Pare ovvia l’obbiezione che se tutti noi avessimo la possibilità di fare una visitina ai nostri luoghi d’elezione quando ne sentiamo l’esigenza , allora non avrebbe più nemmeno senso parlare di malessere.

La visualizzazione creativa è uno strumento molto potente, che ci aiuta a compensare questa difficoltà logistica. Attraverso tecniche di rilassamento e la conduzione di una voce guida, è possibile rievocare le emozioni e le SENSAZIONI FISICHE, connesse a quello stato ‘di grazia’ che ci pervade in QUEL particolare luogo, senza che il nostro corpo debba per forza trovarsi proprio lì in quel momento.

La sensazione di benessere che ne consegue ha strabilianti effetti su diversi aspetti del nostro quotidiano. Le tensioni si sciolgono, viene favorita la concentrazione e il focus sulle percezioni consente una migliore comunicazione con il nostro corpo.

La visualizzazione creativa è una pratica che può essere addestrata. Questo significa che, come ogni altro, anche questo è uno strumento che può essere appreso ed utilizzato al bisogno. Accompagnando le sessioni con una musica piacevole e non dimenticando l’attenzione al respiro.

Se sei curiosa/o di imparare questa tecnica iscriviti alla Newsletter e rimani aggiornato sugli eventi di Visualizzazione Creativa in programma per i prossimi mesi.

E… buon “viaggio”! 😉

Festival della Filosofia: un’occasione per condividere le idee

Il 15, 16 e 17 Settembre tra Modena, Carpi e Sassuolo si terrà il Festival della Filosofia, una iniziativa culturale brillante che da valore al nostro territorio che, diciamocelo, diversamente risulta un po’ “spento”. Ho vissuto a Modena dall’età di 6 anni, l’ho vista trasformarsi ed involversi, sempre più chiusa nelle sue paure, perdendo giorno dopo giorno quel fascinoso mescolarsi di storia ed accoglienza.

Ricordo che a vent’anni mi aggiravo per i musei, i musei anatomici, il museo di Zoologia, quello di Mineralogia, e frequentando l’università, nelle sue diverse sedi storiche (foro boario, la sede di via università..), incrociavo studenti provenienti da ogni dove che animavano il centro rendendolo vitale, ricco, movimentato. I musei anatomici sono in ristrutturazione da un sacco di tempo, il Museo di Zoologia sta in piedi per miracolo,  grazie a chi fa della divulgazione scientifica una passione, ancora prima che un lavoro. Le sedi dell’università sono state trasferite con la creazione dell’Università di Modena e Reggio, svuotando il centro di quel fermento culturale e giovanile energia di cui adesso, passeggiando per le vie di una Modena che avverto un po’ patinata, opaca, sgualcita, sento molta nostalgia.

Questo evento culturale riporta un po’ di vita e di nutrimento ad un territorio che a me è molto caro, una città che è stata capace di offrire molto e che, a tutt’oggi, curata come si deve, valorizzata opportunamente, potrebbe davvero essere una delle punte di diamanti dell’Emilia.

Qui potete trovare il programma completo delle iniziative di questi tre giorni di sapere.

Ci si vede là!

 

Formazione e crescita personale